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Avril Lavigne's World

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Avril Lavigne

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Sono socievole..eheheh, il resto scopritelo voi....
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Avril Lavigne (biografia)

Canadese, bionda, occhi azzurri, un viso, che buca lo schermo. Ma attenzione: la sua filosofia è “Devo indossare quello che mi pare, recitare quello che è più adatto a me e cantare quello che mi appartiene ed è più vicino alla mia sensibilità”. Quindi, se a qualcuno venisse l’idea balzana che Avril sia l’ennesima teenpopper, si dovrà subito ricredere. Quella che abbiamo di fronte è una vera tigre travestita da gattina: un felino agguerrito nato in un piccolo paesino di 5 mila anime dell’Ontario e trasferitosi a New York per realizzare il suo sogno: comporre ed interpretare la SUA musica! A cavallo tra Pink e Blink 182, Avril sorprende con il suo rock melodico e graffiante al tempo stesso. Se amate la scena post punk californiana e vi diverte lo skate pop, è lei la formula magica che ancora mancava sulla scena internazionale. Di lei si può dire tutto, tranne che sia ordinaria. Una skater-punk, uno spirito libero, una ragazzina selvaggia, Avril è una di quelle rare creature che iniziano a far sentire la loro voce e la loro personalità già intorno ai 2 anni di vita: egocentrica, irrequieta a scuola e amante del mondo dello spettacolo fin da bambina, il suo passatempo preferito è salire sul suo letto, trasformarlo in un palco e cantare per un’audience immaginaria, ma reale al tempo stesso nelle emozioni che le dà. Quando si parla di fantasia infantile!

Partendo dalla sua cameretta di Napanee, cittadina di poche migliaia di abitanti nella provincia canadese dell’Ontario, Avril tenta tutte le strade possibili per avvicinarsi al canto vero e proprio, iniziando dal coro della Chiesa, dandosi alla musica gospel, passando per i festival e provandoci con la country music nei concorsi per giovani talenti.

Poi la grande occasione.

In un viaggio a NYC, Avril attira l’attenzione del discografico Antonio ‘LA’ Reid, che intuisce subito il suo straordinario talento e la mette sotto contratto con l’Artista. A 16 anni si trasferisce a Manhattan e inizia a lavorare al suo primo CD, immergendosi senza timori nel pieno del processo creativo. “Adoro scrivere”, spiega. “Quando sono triste e voglio sbarazzarmi di questo stato d’animo, imbraccio la mia chitarra. Qualche volta penso che la mia chitarra sia un po’ il mio terapista”.

Nonostante la grande dedizione, durante la permanenza a New York gli sforzi iniziali della giovane artista in studio non sembrano sortire gli effetti desiderati. Per nulla decisa a mollare e animata dal grande bisogno di esprimere se stessa nella sua musica, Avril cambia costa e va a Los Angeles, dove trova quella concentrazione e freschezza di cui ha bisogno. Là incontra l’autore e produttore Cliff Magnesi, l’uomo giusto per lei. Essendo la perfetta guida per Avril, discreta e professionale al tempo stesso, le permette di esprimersi liberamente. Così, molto semplicemente, la canzoni di “Let Go”, il suo album d’esordio, cominciano a fluire. Per completare l’opera Avril si aggancia al Nettwerk Management, già alla guida delle carriere di Sarah McLachlan, Dido, Coldplay, Barenaked Ladies e Sum 41.

Nel disco, che esce a fine giugno 2002, Avril – appena diciassettenne – mette in pratica il suo mantra, ovvero “essere se stessi in quello che si fa”, facendo bella mostra della sua voce cristallina e di una manciata di testi che sono specchio della sua generazione e di ciò che lei è davvero. Il primo singolo ad essere tratto dall’album è “Complicated”, una canzone  che parla della vita, “delle persone che con falsità conducono le loro relazioni interpersonali”, come racconta la sua autrice.

La ragazza che odia essere normale, quella che amava fin da piccola gli sport maschili come l’hockey e il baseball, è ora pronta per mettersi in tour. E la sua musica, in grado di raggiungere indifferentemente ragazzi e ragazze, è anche il perfetto stimolo per tutti quegli adulti ancora animati dallo spirito d’avventura che, però, non sono ancora riusciti a risvegliare appieno la loro voglia di divertimento.

Insomma, Avril libera il grido represso di tutti coloro che si complicano troppo la vita.

Avril Lavigne (Identikit)

Nome: Avril Ramona Lavigne

Data di nascita: 27 settembre 1984

Nata a: Belleville (Ontario, Canada). All’età di 5 anni si è trasferita nella cittadina di Napanee (Ontario, Canada); a 16 anni si è trasferita a New York insieme al fratello; attualmente vive a Toronto (Canada).

 

Segni Particolari: ha un tatuaggio a forma di stella  all’interno del polso sinistro.

Famiglia: una sorella minore (Michelle) e un fratello maggiore (Matthew); i genitori Judy e John

 

Animali: un cane (di razza Schnauzer nano) di nome Sam.

Colori preferiti: rosso, nero.

La sua canzone preferita di “Let Go”: “Losing Grip”.

La sua canzone preferita di “Under My Skin”: “Together”.

Cantanti/band preferiti: Alanis Morissette, Sum 41, Blink 182, Goo Goo Dolls, System of a Down, Matchbox 20, Green Day.

Attore preferito: Tobey Maguire.

Attrice preferita: Sandra Bullock.

Altro: ha imparato a suonare la chitarra da autodidatta; la prima canzone che ha cantato in pubblico, a 10 anni, è stata “Near to the Heart of God”, in chiesa a Napanee durante un concerto di Natale; a 14 anni ha vinto un concorso alla radio grazie al quale ha potuto duettare con Shania Twain.

 

Avril Lavigne (Il Successo)

Originale senza pentimenti. Sfrontata. Il debutto del 2002 di Avril Lavigne “Let Go” ha fornito alle giovani donne una voce aggressiva e indipendente nel mondo della musica rock. Dopo 14 milioni di album e 8 nomination ai Grammy Awards, la giovanissima artista canadese ritorna con “Under My Skin”, ma se vi aspettate che ritorni semplicemente sui suoi passi, vi sbagliate di grosso. Lei non è certo il tipo di ragazza che si adagia sugli allori.

“Under My Skin” si apre con le drammatiche tracce “Take me away” e  “Together”, che preparano la strada alle chitarre vigorose e al ritornello irresistibile di “Don’t tell me”, una canzone di poderosa forza di volontà al femminile che riprende da dove “Complicated” aveva lasciato. Da qui si passa per la strepitosa “He wasn’t” e l’ottimista “Who Knows”, fino alla melodia minacciosa di “Freak Out” e alle malinconiche “Forgotten” e “Nobody’s Home” che rivelano un lato più cupo di Avril Lavigne.

“Sono  maturata così tanto negli ultimi 2 anni”, ammette la cantante nativa di Napanee, Ontario. “Sono accadute molte cose, ho imparato tanto e sperimentato sia cose positive che negative. Queste canzoni riflettono questi 2 anni intensi ed ognuna è davvero molto personale”. Lavorando con produttori come Butch Walzer (dei Marvelous 3), Raine Maida (di Our Lady Peace) e Don Gilmore (Linkin Park, Pearl Jam), Avril ha contribuito quasi in gran segreto alla stesura di una dozzina di canzoni introspettive di Under My Skin. “Ero appena tornata a Toronto dopo il tour mondiale e ho sentito l’impellente necessità di mettermi subito a scrivere”, riferisce la 19enne. “Non avevo una direzione precisa, nessuno l’aveva. La gente immaginava che avrei rimosso quel periodo intenso per potermi concentrare sulla stesura delle canzoni, ma in realtà ho fatto l’opposto”.

Un appuntamento a pranzo con la cantautrice canadese Chantal Kreviazuk si è tramutato in una comunione d’intenti prodigiosa, traducendosi in un lavoro di composizione a 4 mani. L’alchimia tra le 2 era perfetta. “Ci siamo messe a lavorare una sera e all’improvviso avevamo già pronta una canzone”, racconta. “Nessuno sapeva cosa stavo combinando, nemmeno il mio manager o la mia etichetta”. Il duo s’incontrò di nuovo la sera successiva e scrisse un’altra canzone. “E’ andata avanti così per 2 settimane e alla fine avevamo messo insieme 12 canzoni”. Una simbiosi tale tra le 2 donne da portare Avril a trasferirsi nella casa di Chantal e di suo marito Maida per registrare. “Avevo appena un paio di settimane di pausa durante il tour ed ero pronta a registrare”, ricorda Avril.

L’aria californiana si è rivelata una salutare, scappatoia dalla vita frenetica di Avril. “E’ stato un toccasana per me vivere lì, essere lontana dai riflettori per un po’ e riconquistare la mia indipendenza. Anche la mia amicizia con Chantal ne ha risentito positivamente, diventando la più bella che abbia mai avuto”. Chantal e Avril trascorrevano tutta la notte in studio a perfezionare le canzoni, mentre durante il giorno, Avril prendeva confidenza con la città guidando fino alle mete che aveva voglia di raggiungere. Niente servizi fotografici, niente interviste, nessuna pressione. Alla fine registrarono la maggior parte delle canzoni nello studio di Raine e quelle canzoni appaiono ora in Under My Skin.

Le altre canzoni, scritte con il suo chitarrista Evan Taubenfeld (euna traccia con l’ex chitarrista degli Evanescenze Ben Moody), continuano questa nuova tradizione di controllo da parte di Avril. “Sono stata coinvolta in ogni passaggio del disco. Mi piace metterci le mani sopra”, dichiara. “Sapevo come volevo la struttura del disco e il suono di ogni strumento. Stavolta comprendo molto meglio il processo, le frasi della realizzazione di un disco perché ci sono già passata”.

Scegliere le sue preferite tra le 12 canzoni che aveva scritto era però un’altra storia. “Ognuna di loro significa molto per me, come per esempio “Together”, che parla di quando ti trovi coinvolta in una relazione che sai già che non può funzionare. E’ una canzone che dice, “non durerà tesoro!”” Un paio d’altre canzoni parlano di relazioni difficili eppure i loro ritornelli sono egualmente contagiosi come lo sono stati  quelli di “Complicated” e “Sk8er Boy”, ma quelloche davvero rivela la crescita emotiva di Avril sono tracce che trasudano positività come “Who Knows” e “Take me away”. “Credo sia il mio stato d’animo attuale”, ammette. Canzoni profonde, guidate dal pianoforte come “Together” e “Forgotten” riflettono la crescita, la maturità e il cambiamento di Avril dai tempi dell’uscita di Let Go. “Mi piace quello che sto facendo e sono certa che le cose andranno sempre meglio”. Nel frattempo ha anche scoperto un lato femminile da opporre alla sua ben nota immagine da “ragazzaccio”. “Sono una tale femminuccia! Sono una romantica senza speranza e sorprendentemente vecchio stampo”, ammette Avril sghignazzando. “Per questo ho scritto una canzone che parla di non arrendersi per qualche storia finita male [“Don’t tell me”]. A parte questo lato da femminuccia, Avril è ansiosa di tornare a suonare dal vivo. “E’ così gratificante cantare del nuovo materiale”, esclama. “Mi sento così piena d’entusiasmo e non vedo l’ora di andare oltre”.

Ottimista e malinconica, la selvaggia corsa sul treno del successo degli ultimi 2 anni le ha insegnato ad avere una visione del mondo più bilanciata. “Le canzoni di Under My Skin sono decisamente più profonde di quelle di Let Go”, riferisce, “ma mi piace ancora cantare canzoni pop. Sono sostanzialmente solo una ragazza che ama scrivere, fare casino e che desidera che la musica faccia parte della mia vita per sempre”.

E’ anche una ragazza con una prodigiosa voce e con l’abilità di sviscerare le ansie e l’entusiasmo giovanili, trasferendo ogni emozione in canzoni irresistibili. Under My Skin di Avril Lavigne s’insinuerà anche sotto la vostra pelle.